“Killer Joe” dovrebbe vincere tutto, “L’ultimo terrestre” ha idee e forza

Non sarà perfetto, ma ha idee, originalità, forza. Si apre con uno scatenato Giuseppe Cruciani nella parte di se stesso. Primo applauso, dagli stessi che fischiavano ieri Cristina Comencini (P.S.: si fischia anche a Cannes, ma lì non aprono inchieste e non gridano al complotto). Gli alieni sono bassetti e magrolini. Il mondo non finirà con un’esplosione ma con un piagnisteo, scriveva T. S. Eliot. In una sala bingo, suggerisce “L’ultimo terrestre”.
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KILLER JOE di William Friedkin (concorso)
Serviva il genio di William Friedkin per cavare sangue (e che sangue, e in che quantità) dalla rapa Matthew McConaughey: il belloccio texano trova qui il ruolo della sua vita. Gli spettatori, si godono un pompino da antologia a una coscia di pollo fritto, da riguardare quando la carne è triste e abbiamo visto tutti i film. Il killer ha i suoi principi, la famiglia che lo arruola per far fuori la mamma e incassare l’assicurazione un po’ meno. Dovrebbe vincere tutti i premi, Darren Aronofski permettendo.

L’ULTIMO TERRESTRE di Gian Alfonso Pacinotti (concorso)

Non sarà perfetto, ma ha idee, originalità, forza. Si apre con uno scatenato Giuseppe Cruciani nella parte di se stesso. Primo applauso, dagli stessi che fischiavano ieri Cristina Comencini (P.S.: si fischia anche a Cannes, ma lì non aprono inchieste e non gridano al complotto). Gli alieni sono bassetti e magrolini. Il mondo non finirà con un’esplosione ma con un piagnisteo, scriveva T. S. Eliot. In una sala bingo, suggerisce “L’ultimo terrestre”.

FAUST di Aleksander Sokurov (concorso)
Ricco e pittorico come “L’arca russa”. Ma tra tavoli e dissezioni anatomiche, fango (anche sotto forma di smalto per unghie, e finora pensavamo che il russo avesse in testa solo dittatori). Mefistofele ha il mal di pancia, un corpo tutto pieghe e niente sesso, gli occhietti più curiosi che cinici. Goethe non approverebbe. Noi abbiamo gradito.

THE MOTH DIARIES di Mary Harron (fuori concorso)
Ennesimo film di vampiri. Anzi vampire, in collegio e in camicia da notte. Mentre il professore fa leggere “Carmilla” di Le Fanu. Non spaventa, non attrae, resta in mente solo la boccuccia a cuore di Lily Cole.